venerdì 11 novembre 2011

Brgit e racconti

Un antico codice irlandese, il Libro di Lisrnore, riporta una curiosa storia. Si narra che a Roma i ragazzi usavano giocare ad un gioco da tavolo in cui una vecchia megera liberava un drago mentre dall’altra parte una giovane fanciulla lasciava libero un agnello che sconfiggeva il drago. La megera allora scagliava un leone contro la fanciulla, la quale però provocava a sua volta una grandine che abbatteva il leone. Papa Bonifacio, dopo aver interrogato i ragazzi e aver saputo che il gioco era stato insegnato loro dalla Sibilla, lo proibì come da tradizione cristiana : oscurantismo. La megera non è altro che la Vecchia Dea dell’Inverno sconfitta dalla Giovane Dea della Primavera. Essendo questa leggenda stata raccolta in un ambito culturale celtico, si può supporre che la Vecchia altri non era che Cailleach a cui si contrappone Brgit. Il riferimento all’agnello è un altro simbolo del periodo di Imbolc. In realtà è la Vecchia Dea che si rinnova trasformandosi in Giovane Dea, così come il Vecchio Grano diviene il nuovo raccolto. I Carmina Gadelica, una raccolta di miti, proverbi e poemi gaelici di Scozia, raccolti e trascritti alla fine del 1800 dal folklorista scozzese Alexander Carmichael, riportano la seguente filastrocca: “La mattina del Giorno di Bride Il drago uscirà fuori dalla tana Non molesterò il drago Né il drago molesterà me” Il drago appare come uno degli animali-totem di Brigit. In molte culture il drago è simbolo dello spirito della terra e delle forze naturali di crescita, decadimento e rinnovamento. Nel giorno di Bride il drago si risveglia dal suo sonno invernale e i contadini vedendo i serpenti risvegliarsi dall' inverno, ne traevano il presagio della fine imminente della cattiva stagione. Il drago e il serpente è uno dei molti aspetti dell’antica Dea della terra: la muta della sua pelle simboleggia il rinnovamento della Natura e anche la sua dualità Infatti in gaelico “neamh” (cielo) è simile a “naimh” (veleno), provenendo entrambi dalla radice “nem”. La Vecchia Dea e la Giovane Dea sono la stessa persona! (nelle fiabe l’eroe che coraggiosamente bacia una vecchia megera si ritrova di fronte una bellissima fanciulla…)